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05/12/2016 | 19:57

Il pm ha invocato la condanna a 3 anni e 6 mesi per Antonio Ciampi, 63enne di Arzano (provincia di Napoli), procuratore speciale dell'Alfano spa e 1 anno e 9 mesi per il 49enne di Napoli Giuseppe Alfano, amministratore dell'azienda.


Pali della luce (ph. Varese News)


Corsano. Chiesta la condanna dei due imputati nel processo sull'appalto per aggiudicarsi la pubblica illuminazione del Comune di Corsano. Il pm Giovanni Gagliotta, innanzi al collegio della prima sezione penale (Presidente Gabriele Perna), ha invocato la condanna a 3 anni e 6 mesi per Antonio Ciampi, 63enne di Arzano (provincia di Napoli), procuratore speciale dell'Alfano spa e 1 anno e 9 mesi per il 49enne di Napoli Giuseppe Alfano, amministratore dell'azienda.  Entrambi rispondono dell'accusa di falsità materiale e ideologica, commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, mentre il solo Ciampi di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Il pm ha inoltre chiesto per l'Alfano spa, il pagamento di 500 quote del valore di 300 euro ciascuna e l'interdizione, per il periodo di 2 anni, dalla stipula di contratti con la pubblica amministrazione.
  
Nella prossima udienza, fissata per il 16 gennaio, prenderanno la parola l'avvocato Luigi Corvaglia e il legale Bruno Von Ax del Foro di Napoli, difensori dei due imputati. Al termine della discussione in aula dovrebbe essere emessa la sentenza.
  
I presunti illeciti si sarebbero verificati tra marzo e giugno del 2008. Secondo l'accusa, l'Alfano spa si sarebbe aggiudicata la gara di appalto relativa alla pubblica illuminazione del Comune di Corsano, grazie all'intervento di un dirigente tecnico. Gianfranco Marino, 46enne di Gagliano del Capo avrebbe "ritagliato" il bando ed il capitolato di gara, su misura della Spa Alfano che partecipava in RTI (raggruppamento temporaneo) con un'altra impresa, adattandoli alle caratteristiche imprenditoriali ed economiche dell'azienda napoletana e ricopiandoli in maniera pressoché identica dal Comune di Bisceglie. Invece, Ciampi avrebbe inviato i verbali di aggiudicazione già predisposti. Alla fine, l'Alfano spa si sarebbe aggiudicata l'appalto, grazie anche all'intermediazione del 63enne Cosimo Calcagnile di Racale, "faccendiere" e rappresentante per il Sud Salento dell'azienda napoletana, per un valore complessivo di 6 milioni di euro e la durata di trent'anni. Marino e Calcagnile avrebbero ricevuto una cospicua somma di denaro, in cambio della buona riuscita del piano. Nel novembre del 2008, i Carabinieri della Compagnia di Maglie, li arrestarono. Entrambi hanno già patteggiato la pena.
  
Sempre su richiesta di Ciampi, procuratore speciale dell'Alfano spa, Marino avrebbe redatto un falso attestato riguardante un sopralluogo ( mai avvenuto e atto obbligatorio per partecipare alla gara) di un rappresentante della azienda, presso il Comune di Corsano.
  
L'inchiesta prese avvio dalla denuncia di un imprenditore "concorrente" di Soleto, il quale dichiarò di essere stato vittima di un tentativo di concussione ai suoi danni da parte di Marino e Calcagnile. L’uomo avrebbe dovuto versare 160 mila euro per ottenere l'appalto di pubblica illuminazione a Corsano. 




Autore: Angelo Centonze

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