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06/08/2015 | 18:51

╚ stato notato alla periferia del paese dai carabinieri che hanno deciso di seguirlo fino a quando non lo hanno sorpreso estrarre da un muretto a secco una pietra di eroina. Per un 29enne di Corsano si sono aperte le porte di Borgo San Nicola.


La sostanza stupefacente e il denaro sequestrato dai carabinieri


Corsano. Detenzione ai fini di spaccio di eroina e di attrezzatura idonea al taglio e confezionamento di dosi di stupefacente. Queste le accuse contestate a Giovanni Martella, un 29enne di Corsano arrestato nella tarda serata di ieri dai Carabinieri della locale Stazione e accompagnato, dopo le formalità di rito, nel carcere di Borgo San Nicola, alle porte di Lecce. Ma per capire come mai per il giovane si sono aperte le porte della casa circondariale del capoluogo salentino è necessario fare un passo indietro e ricostruire i fatti, così come sono stati raccontati dai militari. Il giovane, volto già noto alle forze dell’ordine, è stato ‘notato’ dagli uomini in divisa aggirarsi nell’estrema periferia del paese, lontano dai soliti luoghi del passeggio serale.
 
Il comportamento così ‘inusuale’ e i guai avuti in passato con la giustizia hanno insospettito i militari che hanno così deciso di ‘seguire’ il 29enne  senza farsi notare, proprio per capire dove l’uomo fosse diretto. Il pedinamento è finito poco dopo quando all’improvviso Martella si è fermato vicino ad uno dei tipici muretti a secco delle nostre meravigliose campagne e, dopo aver scostato una pietra, ha prelevato un oggetto. Immediatamente è scattato il controllo. L’oggetto misterioso si è rivelato essere una “pietra” di eroina del peso di ben 65 grammi.
 
Ma non è finita lì, il controllo è continuato nella sua abitazione dove durante la perquisizione sono spuntati fuori una serie di attrezzi idonei al taglio e confezionamento di singole dosi di stupefacente oltre a due bottigliette contenti “metadone”. Anche il metadone era illegalmente detenuto poiché dagli accertamenti successivi è risultato che il 29enne non era in cura presso alcun SERT.
 
Non indifferente anche la somma in danaro trovata, ben 1.000 euro in banconote di piccolo taglio, considerata dai militari il provento dell’attività di spaccio.
 
Concluse le formalità di rito e dopo aver dato avviso al Sostituto Procuratore della Repubblica di Lecce di turno,  come detto, l’uomo è stato accompagnato nel carcere di Lecce.




Autore: A cura della Redazione

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